La Direttiva per le case green è stata approvata a maggioranza dal Parlamento Europeo. Fra i voti contrari quelli dei partiti italiani della maggioranza di governo, nonostante il testo della Direttiva era stato già rinegoziato e concede ora maggiore flessibilità agli Stati membri rispetto alle richieste iniziali della Commissione dell’Unione Europea. Oltre al recepimento della Direttiva ciascuno Stato membro avrà 2 anni di tempo per presentare il proprio Piano Nazionale per il raggiungimento degli obiettivi fissati specificando le categorie esentate (edifici storici, seconde case utilizzate per meno di 4 mesi all’anno, …). Si tratta in particolare degli obiettivi di riduzione delle emissioni attraverso ristrutturazioni che per quanto riguarda le case private sono una riduzione del consumo energetico del 16% dal 2030 e del 20-22% entro il 2035. Viene inoltre stabilito che per quanto riguarda gli edifici nuovi dovranno essere a emissioni zero a partire dal 2028 se di proprietà pubblica e dal 2030 se di proprietà privata. Nel caso poi di nuovi edifici pubblici dal 2026 scatta anche l’obbligo di installare pannelli solari. Viene inoltre prevista l’abolizione dal 2025 di tutti i sussidi per le caldaie autonome combustibili fossili che peraltro andrebbero poi eliminate entro il 2040. Per quanto riguarda i finanziamenti al momento non sono previsti nuovi fondi UE ma i Paesi membri potranno avvalersi di quelli già esistenti come ad esempio il Fondo sociale per il clima, il Recovery fund e i Fondi di sviluppo regionale. Considerato che la stessa Commissione Europea stima che entro il 2030 saranno necessari 275 miliardi di euro di investimenti annui è molto probabile che su tutta la materia, dalla Direttiva ai finanziamenti collegati, interverrà nuovamente il Parlamento Europeo che verrà eletto a giugno.
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